UNDERZONE

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La band nasce a Messina nei primi mesi del 2016 quando Stefano Restivo e Tiziano Giunta decidono di dar vita ad un progetto musicale con l’intento di reinterpretare il punk e il post-punk degli anni ottanta coinvolgendo da subito Francesco Zagami, vecchia conoscenza musicale e non solo dei due. Dopo un lungo periodo di sperimentazione e ricerca sonora il progetto denominato Underzone prende forma e sostanza, la drum machine sostituisce la batteria acustica e, con l’inserimento dei sintetizzatori, ne viene definito il sound. La band è pronta per iniziare le registrazioni delle prime 5 tracce dell’omonimo album d’esordio e, contemporaneamente, gli Underzone debuttano live al Retronuveau di Messina aprendo ai fiorentini Neon. Da subito etichettati “punk-wave”, gli Underzone entrano nell’orbita della Rocketman Records di Milano, che ne pubblica l’album a giugno 2020.

Underzone: Tiziano Giunta (basso) Stefano Restivo (voce e chitarra) Francesco Zagami (sintetizzatori e drum machine).

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MY SUNDAY SPLEEN

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My Sunday Spleen è una nuova esperienza musicale che fonde canzone d’autore con il sacro fuoco del rock di matrice post-punk. “Ci piace creare atmosfere intense, romantiche, con un tocco noir. My Sunday Spleen è un giorno lontani da casa”.

My Sunday Spleen sono Vincenzo De Tommaso (voce e chitarra), Armando Trivellini (basso) e Paola Bertozzi (batteria), reduci da varie esperienze con band della scena italiana, tra le quali Travelin’ Band, Wop e Monkey Biz.

My Sunday Spleen si sono “ritrovati” a Milano nell’aprile del 2012 con del materiale inedito composto da Vincenzo De Tommaso ed hanno iniziato un pezzo di strada insieme.

Nel 2013 presentano l’EP intitolato “Your soul is sliding away an inch from the river”, come l’omonimo brano dell’EP disponibile su https://soundcloud.com/my-sunday-spleen, che contiene altre 4 tracce: Dog Days, If my love was, American Pale Ale (demo version) e My Drifts.

Un lavoro che mette in risalto il potenziale espressivo del trio come mezzo per catturare e liberare lo spirito più autentico del rock’n’roll, con un approccio nomade e aperto all’ibridazione stilistica, sintesi di diverse influenze e spunti tra musica e poesia.

Nell’aprile del 2016, grazie alla fortunata campagna di crowdfuding su Music Raiser, la band entra di nuovo in studio per registrare “Before”, il loro primo album.

Nel gennaio 2020 la band dei My Sunday Spleen firma per l’etichetta discografica Rocketman, che si incaricherà della produzione, promozione e distribuzione del prossimo album del gruppo in uscita nel 2020.

4THER MUCKERS

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In principio fu Andrea, bassista, idraulico e palombaro della marina militare d’istanza all’Idroscalo di Milano, il quale coinvolse il resto dei ragazzi. Il primo fu Mattia, già chitarrista della band rivale dei terrapiattisti; poi toccò al batterista dei “Biker Mice from Mars” Giulio e, in ultimo, Marco, giovane ladro di trinciapolli e cantante per diletto.
Il resto è storia, ovvero la storia di un gruppo di giovani con una grande passione, soliti passare i weekend in sala prove con l’obiettivo di creare qualcosa di singolare con cui raggiungere le persone.

MARLO TILT

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La band nasce nel buio umido e muffo delle Cantine Sbuccia nell’autunno del 2016 da N.A. (voce/chitarra/musiche/testi) e F.P. (basso/voce/musiche) a cui si affianca R.P. (batteria/voce). Nella prima metà del 2017 i MARLO TILT pubblicano su Bandcamp Misdirection EP-demo di tre brani registrato in presa diretta su un 8 tracce Tascam. Dopo una serie di concerti, la band si prende una pausa forzata a causa dell’infortunio sul lavoro di uno dei membri. Nella seconda metà del 2018, J.G. entra a far parte del gruppo in veste di tastierista cantante. Nell’estate del 2019 i MARLO TILT entrano al Real Sound Studio di Milano per registrare con Ettore Gilardoni il loro album d’esordio intitolato Show A Stony Heart And Sink Them With It che uscirà a gennaio 2020 su RocketMan Records.
Il suono del gruppo vira verso sonorità a cavallo fra il garage-punk anni ’60, la surf music e lo stoner-rock, con venature acide e psichedeliche. Seppur distorte e aggressive, le canzoni dei MARLO TILT hanno un’anima decisamente melodica, quasi pop.Quattro diverse anime convivono nella band: le accordature aperte di ispirazione blues delle chitarre di N.A. si affianca il retaggio metal del basso distorto di F.P. a cui fanno da contrappunto lo stile ritmico di R.P. di derivazione surf/jazz e le coloriture primitive e psichedeliche della tastiera Eko vintage di J.G.

A Mismatch Theory

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Gli A Mismatch Theory sono una band punk-rock italiana nata a Siena nel tardo 2015 dalle ceneri dei Globage street-punk band aretina, sciolta nel 2014. I Chitarristi, Marco – IL SECCO – Sarracino e Michele – SEAN – Pisano, insieme al bassista, Antonio – CELSO – Locafaro, sono gli unici membri a far parte della band stabilmente fin dagli inizi, mentre per vari motivi si sono alternati diversi cantanti e batteristi prima che la formazione si stabilizzasse. Le cose cambiano nel tardo 2017, quando entrano a far parte del gruppo il batterista, Giovanni – LA CARNE – Pucci, ed il frontman -Andrea – YEPES – Mugnaini, stabilendo così la formazione definitiva.

La band è fortemente influenzata da molti sottogeneri – dal punk-hc melodico al grunge e allo stoner, dal punk-rock old school al metalcore, al crossover, a varie derivazioni e sfumature del metal, etc. – e lavora per fare in modo che quelle influenze traspaiano dai loro pezzi e dai loro live shows.

ONE è la prima demo pubblicata dagli A Mismatch Theory, un mini EP di 6 pezzi interamente autoprodotto e DIY che gli ha permesso di suonare in giro un bel po’ e di pagare qualche conto, supportati da un sacco di amici e fan conosciuti per strada tra una data e l’altra in locali super, barracci, pub e festival fighissimi… La band adesso sta lavorando ad una seconda demo di 3 pezzi, con uscita prevista per il tardo 2019, e alla pianificazione dell’uscita del loro primo disco ufficiale nel 2020.

 

ENG

A Mismatch Theory is an Italian punk-rock band born in Siena in late 2015 from the ashes of Globage, etrurian street-punk band retired in 2014. Guitarists, Marco – IL SECCO – Sarracino and Michele – SEAN – Pisano, together with bassist Antonio – CELSO – Locafaro, are the only consistent members from the beginning, while several drummers and singers were forced to leave the band for different reasons throughout the years. Things changed once and for all in late 2017 when drummer, Giovanni – LA CARNE – Pucci and frontman, Andrea – YEPES – Mugnaini joined the band, defining the final line up.

The band is highly influenced by lots of sub-genres – from melodic punk-hc to grunge and stoner, from old school punk-rock to metal-core, crossover, and several shades of metal, etc. – and works hard to let these influences shine in their songs and live shows.

ONE is A Mismatch Theory’s first release, a 6-tracks demo entirely DIY that let them play many shows and pay some bills, supported by lots of cool friends and fans met on the road among big venues and small clubs, bars, pubs, cool festivals and so on. The band is now working on a second DIY demo including 3 tracks to be released in late 2019 while planning the release of their first official album for 2020.

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ROTTEN BOROUGHS

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Rotten Boroughs è un progetto che nasce nel 1999 nella provincia di Arezzo. Il nome non ha un accezione politica ma sta proprio per quartieri marci, perché per 10 anni la band ha suonato in una sala dove accanto venivano macellati gli animali. La band ha aperto concerti per Punkreas, Los Fastidios, Tre Allegri Ragazzi Morti, Peter Punk, Shandon. Nel 2018 dopo un periodo inattivo si è riunita, da qui il nuovo album “Back to the Streets” di nuovo sulle strade. Il sound è un mix tra rock and roll, punk e hard core, molto vicino alle sonorità dei Rancid.

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The LIVERPOOL ALLIGATOR PARK

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I Liverpool Alligator Park sono un duo di garage beat con attitudine punk molto selvaggia proveninete dal Veneto. Il sound dei LAP rimbalza tra i Kinks  e gli Who  per arrivare fino agli Hives, ricordando molto l’approccio creativo e la formazione a due dei conterranei Mojomatics, con l’anima ’60s della British Invasion che aleggia prepotentemente e si insinua nelle ritmiche, nello stile, nel cantato e negli arrangiamenti.

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The PROCRASTINATORS

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I Procrastinators sono una crunchy punk/garage/postP band di Bologna formata da tre elementi provenienti da esperienze alternative della città (due sono anche membri dei Johnny Clash) dedita all’anarchia dei suoni e della vita.

 

OJAMA

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Gli ojama nascono nel 2017 in una piccola provincia toscana con ancora nessuna idea precisa in testa nè consapevoli del loro continuo evolversi. Nel 2018 incidono due brani fatti in casa con lo scopo di raggiungere qualcosa di più completo.

Dopo un’estate passata a perfezionare le loro sonorità riescono ad aprire una collaborazione con Rocketman Records e nel febbraio 2019 registrano a Milano il loro primo album “Caffeine Rooms”; un disco che spazia dall’alternative rock al classic rock anni 70’/80’ con linee funk e melodie sporche.

Il contenuto dei testi oscilla tra la dualità e l’esaurimento.

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The JESTER

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I The Jester nascono nel 2011, un quartetto rock tradizionale di quelli che fondano le loro radici tra i banchi di scuola, e infatti è un po’ così. Antonio e Sanny incontrano Mattia e Nicola. Non è un classico scambio musicale, dai primi incontri nascono i primi inediti e coinvolgenti che riportano in vita lo spirito del grande giullare con la promessa di rendere ogni live uno spettacolo divertente e di creare una musica portatrice di un messaggio positivo di crescita e miglioramento.
I The Jester sono quattro millennials, e come tali, i giullari portano nelle loro canzoni le ansie e il disagio di una generazione, ma non per questo senza allegria. Incasinati e casinisti, diretti, divertenti, creativi e di grande presenza scenica. Non si risparmiano nulla. I The Jester sono una band pendolare tra il Sud e il Nord, dal mare della Sicilia alle nebbie della pianura. Anche se non costantemente insieme, la musica riesce ad abbattere le distanze e a creare un’empatia irriducibile.
Impossibile definire i The Jester in un genere musicale, i The Jester sono unici. 4 personalità diverse e 4 background musicali differenti. Il primo EP “Quench” è uscito a Dicembre 2017, autoprodotto tra Modena e Ravenna, rappresenta perfettamente l’idea delle diverse personalità della band. Una sfida contro la distanza e a favore dell’eterogeneità della band. 5 pezzi con uno stile differente che indicano il diverso modo di esprimersi, ma in sincronia. I toni filosofici ed enigmatici di Mattia incontrano gli schemi razionali e pragmatici di Sanny e si uniscono ai tempi riflessivi di Nicola assumendo una forma definitiva quando raggiungono Antonio e i suoi ritmi trainanti. Tramite la musica prende, infine, voce il grande giullare.
Con questo stesso spirito, nel 2019 vedrà la luce il primo album dei The Jester, un album concettuale sull’indolenza di una generazione con arrangiamenti dai toni britannici, che non per questo tolgono spazio all’originalità e all’idea di rimanere variabili e sereni, sperimentando, scrivendo e mettendo in musica l’idea di divertimento universale.
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