Per anni la chitarra di Vandy è stata innanzitutto uno strumento di ricerca personale: riff, melodie e frammenti registrati con mezzi essenziali. Da quelle intuizioni, grazie anche alla spinta della compagna Emilie, nasce Shackles, il suo disco d’esordio.
Dal disco emerge una riflessione a più fasi sulla pressione delle aspettative sociali e sull’idea diffusa di dover costruire la propria vita secondo ciò che è considerato più appropriato. Shackles si snoda tra libero arbitrio e suggerimento altrui, con il coraggio di inseguire i propri desideri in raffronto alla paura del giudizio.
Dal punto di vista sonoro, l’album conserva un approccio essenziale e fortemente chitarristico. Il Fender Pro Junior IV è stato l’elemento centrale della ricerca timbrica: un amplificatore apparentemente minimale, dotato di soli controlli di volume e tono, ma capace di restituire una risposta dinamica e incrociare il carattere sontuoso di Vandy. L’artista alterna una Fender Stratocaster a una Gibson SG, da cui deriva un suono asciutto ma energico, senza sovraccarichi. Un ritorno a un rock costruito sulla fisicità del riff che mette la chitarra in primo piano alla narrazione.
L’album si apre con Am I Insane, brano che da subito introduce il suono ribelle del progetto mettendo in discussione aspirazione e conformismo, portando a High in My Head, un desiderio che continua a ronzare nella testa fino a quando non si trova il coraggio di ascoltarlo davvero. In Confide, secondo singolo estratto dal lavoro, Vandy sposta lo sguardo sulle relazioni fugaci del tempo presente, mentre End Is Near gioca a carte con gli opposti: inizio e fine, argomentando le circostanze che scolpiscono le nostre azioni. A Little Stronger è il momento più intimo del disco: un brano in cui l’incertezza lascia progressivamente spazio alla consapevolezza che il tempo è una forma di guarigione. Wanna Be Famous rappresenta la fame del palco, la spinta ultima che porta Vandy a suonare e a mettersi in gioco. My Song 4, primo singolo pubblicato, è un inno alla propria chitarra dalla quale nasce e cresce l’intero disco, ma anche l’iniziativa artistica di Vandy. Chiude il percorso Jungle Town, una bonus track volutamente distante dal resto della tracklist, in cui il suono devia verso un funk-rock scanzonato che invita a ballare e con cui Vandy si lasciarsi definitivamente andare senza giudicarsi.
Il risultato è anche il documento. Le registrazioni di Shackles hanno dovuto convivere con il lavoro, che porta Vandy frequentemente all’estero, e con la nascita della sua prima figlia: un incastro complesso che ha trasformato la produzione dell’album in una sfida tanto artistica quanto personale. Portare a termine il disco in queste condizioni rappresenta per l’artista un successo prima ancora che discografico. Un risultato reso possibile anche dal sostegno costante di Emilie, presenza fondamentale lungo tutto il percorso.
Shackles è, in definitiva, un disco che testimonia l’urgenza di trasformare una passione in qualcosa di reale, ma è anche il documento di un periodo particolarmente intenso: la produzione del disco è infatti coincisa con la nascita della prima figlia dell’artista. Le catene del disco non rappresentano soltanto ciò che trattiene, ma anche quello che bisogna mettere in discussione per capire dove si vuole andare. Vandy sceglie di farlo a modo suo: alzando il volume della sua chitarra. Shackles, l’abum d’esordio di Vandy, esce il 6 novembre 2026
